Teatro in Accamidea 

DIDATTICA CORSO TEATRO – ELENA RUZZA


Presentazione :

Attraverso il corpo, lo spazio, la voce e la relazione con l’altro, elementi costitutivi del teatro, il corso proposto pone al suo centro la memoria e il modo, sempre diverso, che ciascuno ha di raccontarla. Il fine è quello di realizzare un’esperienza narrativa capace di condurre gli allievi in tempo “altro” rispetto al quotidiano, una straordinaria avventura creativa in un luogo, quello del teatro, di relazioni vive, non autoritarie né competitive, dove lavorare pensando che successo e insuccesso possano avere lo stesso valore, in un contesto di scambio e cooperazione aperto al gioco, alla scoperta di nuove strade, di sé e degli altri.




Il teatro   .. perché?


Ogni persona è portatrice di un modo diverso di raccontare. Attraverso il percorso di scrittura teatro e cura si raccoglieranno le voci, i gesti, le difficoltà e lo stupore di fronte alla memoria che dilaga, straripa, si colora, si mischia e inciampa nell'uscire fuori, quasi a sottolineare quanta fatica e insieme quanta passione comporti il gesto di ricordare  e ripensare a ciò che in altri tempi si è dovuto affrontare.

I bambini e le bambine   si avvicenderanno  in una esperienza narrativa in un tempo  “altro” dal quotidiano, all’interno del quale ognuno potrà sentirsi libero di giocare. 

Il raccontarsi mediato dalla scrittura e dal linguaggio teatrale diventerà una straordinaria avventura creativa, un percorso collettivo di scambi, cultura, ricordi   rappresentati attraverso i corpi e le voci delle persone  che diventeranno così protagoniste.

Proporremo un approccio allo “stare in scena” quanto più possibile graduale e consapevole.

Il teatro si presenta come un luogo di relazioni vive, non autoritarie né competitive, in un contesto di scambio e cooperazione liberato da logiche di sfruttamento economico e creativo.

Un laboratorio di creazione teatrale prevede tre sezioni di lavoro fondamentali:

- l’allenamento del corpo (fondamentale per sviluppare liberamente la propria creatività fisica )

- l’allenamento del pensiero (che riguarda invece la capacità di lavorare sul recupero e la gestione della propria memoria emotiva)

- la relazione con l’Altro.

Partendo da questi presupposti il lavoro del laboratorio  si articolerà nelle seguenti fasi:

- fiducia. Per arrivare ad essere sinceri in scena occorre lavorare con fiducia reciproca. Si deve creare un ambiente dove ognuno possa sentirsi nella condizione in cui qualunque cosa sia proposta possa essere accettata in modo sereno, senza giudizi o continue supervisioni. Si dovrà  lavorare in un luogo in cui sia possibile pensare che il successo e l’insuccesso hanno lo stesso valore, senza l’obiettivo di produrre strutture finite, ma con l’intento di esplorare nuove strade. (esercizi sulla fiducia reciproca, aggregazione di gruppo).

- Training. Il training è la prima fase di approccio al lavoro fisico e ha una duplice finalità: rompere qualsiasi forma di resistenza fisica (attraverso la stanchezza) e costruire un rapporto sincero con gli altri componenti del gruppo. - Lavoro sullo spazio. Gli esercizi svolti hanno la finalità di far sperimentare agli allievi la percezione dello spazio scenico e la capacità di azione al suo interno, in gruppo o singolarmente.

- Capacità del corpo di ascoltare, occupare e gestire uno spazio e di improvvisare.

Lavoro sullo “stare” semplicemente nello spazio.

- Lavoro di creazione drammaturgica.